venerdì 26 giugno 2015

OBAMA, IL CODISTA MATRIMONIALE

Ieri, 26 Giugno 2015, la Corte Superma degli Stati Uniti ha sancito il riconoscimento dei diritti di legge per tutte e tutti come effetto del matrimonio egualitario, che in Italia i pennaiuoli continuano a chiamare spregiativamente "nozze gay".

La Casa Bianca ha festeggiato cambiando l'avatar del suo account Twitter. In realtà la Casa Bianca ed Obama hanno poco da accreditarsi visto che Obama, poco prima di essere proclamato Presidente per la prima volta, dichiarò la sua ferma contrarietà al matrimonio che prescidende dall'orientamento sessuale, posizionandosi sulla scia di quel 65% di statunitensi che la pensavano esattamente come lui.

In questi anni molto è stato fatto a livello di lotte della società civile, compresi i ricorsi alla Corte Suprema, ed oggi la percentuale di cittadine e cittadini americani contrari al matrimonio egualitario si è molto ridotta, attestandosi intorno al 40%. Obama ne ha semplicemente preso atto, accodandosi (anche perchè più libero di decidere, visto che la legge USA gli impedisce di ricandidarsi per un terzo mandato).

A questo proprosito risulta ridicolo e piuttosto cafonal il tentativo di Obama di strumentalizzare anche le figlie per giustificare la "conversione": "Malia e Sasha hanno amiche ed amici di genitori dello stesso sesso e mi hanno insegnato molto".


ACQUA E LIMONE


Un toccasana per la salute di tutte e tutti, viene trattato da Vanity Fair come l'ennesimo espediente per imporre un modello di bellezza escludente, dove se non hai il "girovita ok" e appari come una modella non sei "al top". In una società fortemente maschilista anche questo articolo, che potrebbe avere un valore di educazione alimentare, non fa altro che ribadire un falso dominante: se bevi acqua e limone la mattina, ma anche prima di andare a dormire, ti svegli bellissima! (canone imposto dal consumismo, dalla società dell'immagine della donna-perfetta). Da notare l'eloquente fotografia, che invoglia la lettrice di Vanity Fair, giornale che si finanzia con la pubblicità delle grandi case di cosmesi e moda, a fare sforzi sovrumani per diventare "star" come Jennifer Aniston e Demi Moore

martedì 23 giugno 2015

ZAKAZUKATA AL CONTRARIO PER IL NO DI RENZI ALLA RIFORMA DEL CATASTO

Renzi ci ripensa: "la riforma del Catasto non si deve fare", e parte la zakazukata al contrario. La notizia è di ieri ma i nostri maggiori e prezzolati mezzi di comunicazione dominante oggi occultano la notizia  tra un Grexit scongiurato e gli arresti al Catania Calcio. 

Il motivo è semplice: il Governo si è accorto che questa sarebbe propria una cattiva riforma perché andrebbe a penalizzare i ricchi ("hai il terrazzo che si affaccia su muri del 1300?" Bene, oggi è categoria A4, prezzi popolari. Da domani si cambia, signore e signori!). E che ti metti a fare, la lotta ai ricchi? 

"Siccome Madamalamarchesa vota, così come un bel pezzo della classe media forse è meglio congelare tutto. Che si trovi un'altra soluzione, a Settembre, con comodo, magari spalmando la differenza che spetta ai ricchi su tutta la collettività!*. Quella sì che sarà una buona riforma da zakazukare a manetta" ,avrà pensato il Berluschino. 

* per collettività nel linguaggio zakazuka si intendono le classi popolari, l'80% del totale, punto più, punto meno. 



venerdì 19 giugno 2015

ANSA TRANSFORMING: DA MIGRANTE A PASSEGGERO CLANDESTINO, DI NUOVO A MIGRANTE


Straordinaria impresa dell'ANSA, la nota Agenzia di Stampa Nazionale, che rende omaggio ansiogeno alla propaganda razzista secondo cui è in corso una pericolosa invasione di africane-i: un migrante, no, un passeggero, no, ben due migranti clandestini precipitano dal vano carrello dell'aereo in volo su Londra.


Scrivere "due passeggeri irregolari" sarebbe stato troppo complicato e troppo poco spaventevole per fare presa in un pubblico raffinato come quello leghista o grillino!

GLI INCUBI ROSSI DEL FINANCIAL TIMES

  
Il giornalista si chiama Simon Kuper e scrive per il Financial Times. L'articolo integrale in inglese sullo scandalo FIFA e le dimissioni del suo potente Presidente Joseph Blatter lo trovate
qui. 

La traduzione in italiano della parte che ci interessa suona più o meno così: 

"Come Fidel Castro Sepp Blatter ha un grande talento: non certo nel far funzionare le cose quanto nel rimanere in sella. Come Joseph Stalin nel Partito Comunista Sovietico, lo svizzero senza carisma ha costruito la sua base di potere nella FIFA partendo da burocrate, prima di prendere il controllo dell'organizzazione nel 1998. Come Saddam Hussein, il Signor Blatter è stato rimosso da una crociata USA. Come tutti i capi sopracitati, egli non lascia una buona eredità...."

Kuper non si limita dunque a fare un'analisi della situazione, circostanziando fatti e persone, ma si spinge fino a fare paragoni con Castro, Stalin e Hussein (tre figure certamente non scelte a caso e che servono al Financial Times, ogni occasione è buona, per fare campagna ideologica contro il nemico di classe ed il Comunismo). 

Senza entrare nel merito basterebbe ricordare a Kuper che avrebbe potuto benissimo citare la monarchica Regina Elisabetta al posto di Fidel Castro, il massone Lyndon Johnson invece di Joseph Stalin e Richard Nixon in sostituzione di Saddam Hussein, senza ridurre di un'unghia l'imbecillità delle sue sciocche allusioni.

"LA ZANZARA" CHE PUNGE IL VENTRE MOLLE DELLA SOCIETA'






"La zanzara" è un programma di "Radio24", la Radio de "IlSol24Ore", quindi la radio di Confindustria, ed è molto seguito. 

Gli ospiti sono, per così dire, multiformi, e spesso si sentono dichiarazioni espliticamente fasciste, razziste, sessiste e xenofobe. 

La carta d'identità del programma, visionabile integralmente qui, apparentemente è ineccepibile.

"La zanzara" tratta di attualità senza tabù, senza censure, senza tagli alle vostre opinioni, perchè questo significa "parlare chiaro".  

E se chiamate potete verificarlo personalmente.

Tutto quello che avrete in mente di dire, proprio come sul lavoro quando vi rivolgete al padrone, a "la zanzara" potrete dirlo. Volete ruspare i rom? Avrete certamente il disappunto di David Parenzo, la faccia semi-buona che fa da contraltare alla conduzione crucianesca, ma potrete dirlo: vi protegge il format, è questa la novità!

Noi ovviamente vi invitiamo a sintonizzarvi su un'altra frequenza, perchè non accettiamo che in un format, con la scusa della libertà d'opinione, non si scriva che il limite invalicabile esiste e non si può certo dire tutto: questo limite si chiama fascismo, sessismo e razzismo. 

Lasciate dunque che Giuseppe Cruciani si faccia la trasmissione in solitudine e cambiate stazione!




mercoledì 17 giugno 2015

E per "Repubblica.it" Krugman diventò Sì EURO


ZAKAZUKA DI REPUBBLICA.IT

Così in un pezzo di "Repubblica.it" del 17-06-2015, dove a all'economista Premio Nobel Paul Krugman si mette in bocca che... uscendo dall'Euro il rischio sarebbe che la Grecia possa farcela, generando così un effetto domino negli altri Paesi dell'Eurozona, che si leverebbero contro le politiche di austerità.

Krugman viene dipinto da "Repubblica.it" come un supporter dell'accordo a tutti i costi: "si riporti definitivamente all'ordine la Grecia", sembra esclamare, "piegatela con tagli e privatizzazioni, e si darà così, indirettamente, un avvertimento a chi intendesse seguirne l'esempio!"

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ANTI-ZAKAZUKA
In realtà Krugman non dà un'accezione negativa all'eventualità del Grexit. Anzi, offre un quadro realistico, niente affatto partigiano della permanenza forzata di Atene nella zona Euro, avvertendo la IFKAT [ex Trojka]: "se non scendete a patti, presto sarete screditati dalle conseguenze di un'inevitabile emulazione degli altri Paesi, che punterebbero i piedi come la Grecia!"

  L'articolo di Krugman potete leggerlo integralmente qui.

(in basso uno stralcio)

"Ma la questione ancora più importante è cosa succederà un anno o due dopo che la Grecia sarà uscita dall’euro, nel momento in cui il vero rischio per l’euro non sarà che la Grecia fallisca, ma che possa avere successo. Immaginate che una nuova dracma fortemente svalutata porti frotte di turisti britannici, gran bevitori di birra, sulle coste dello Ionio, e che la Grecia cominci a riprendersi. Questo darebbe grande incoraggiamento a tutti quelli che, in ogni paese, si oppongono all’austerità e alla svalutazione interna.

Pensateci. Fino l’altro ieri gli “Europei Molto Seri” indicavano la Spagna come un caso esemplare di successo, come la giustificazione di tutto il loro programma. Evidentemente i cittadini spagnoli non erano d’accordo. E così, se le forze anti-establishment potranno fare riferimento a una Grecia in via di ripresa, lo screditamento dell’establishment verrà accelerato.
Una possibile conclusione, immagino, è che la Germania provi a sabotare la Grecia dopo l’uscita. Ma spero che ciò venga considerato inaccettabile.
Perciò pensateci, cari IFKAT: siete proprio sicuri di voler andare avanti per la vostra strada?"